Wabi-side è un piccolo spazio di raccolta e condivisione di appunti, riflessioni e insegnamenti sulla via dello Zen. Un luogo in cui custodire il vuoto e nutrire ciò che conta. Tre temi particolarmente cari si intrecciano:
#custodire il vuoto
Qui raccolgo materiali che, in modi diversi, rimandano alla pratica Zen e al suo prendere forma nella vita quotidiana. Appunti da poesie, storie e testi di maestri Zen di ieri e di oggi; insegnamenti ricevuti nel monastero in cui pratico; riflessioni nate dalla mia esperienza.
#nutrirsi
Questa sezione è dedicata al cibo, inteso come forma di cura: di sé, dei propri cari, del territorio e, più in generale, del pianeta in cui viviamo.Se pensiamo al tempo che dedichiamo alla scelta degli ingredienti, alla preparazione e al consumo dei pasti, ci rendiamo conto che “nutrirsi” occupa una parte importante delle nostre giornate e incide profondamente sul nostro benessere. Ogni scelta, anche la più semplice, ha un impatto: su ciò che coltiviamo, su come produciamo, su ciò che lasciamo.
Nella tradizione zen, la pratica dello Shojin Ryori — la cucina vegetale dei monasteri — incarna questo sguardo: essenziale, rispettoso, attento a ogni gesto.
Compiuto in consapevolezza, il nutrirsi può trasformarsi in una pratica preziosa, non diversa dalla meditazione.
#poesie
Il rapporto tra Zen e poesia non è teorico, ma quasi inevitabile. Nello Zen non si cerca di spiegare la realtà, ma di vederla così com’è. La poesia nasce nello stesso punto: quando qualcosa viene colto senza filtri, prima che la mente lo trasformi in discorso.
Per questo molte poesie qui sono brevi, essenziali, a volte incomplete.
Non vogliono “dire”, vogliono mostrare.
Un dettaglio, un suono, un gesto quotidiano.
Lo Zen lavora molto sul vuoto.
La poesia pure.
Ciò che non viene detto è parte del testo quanto le parole.
Gli spazi, le pause, i silenzi: è lì che qualcosa risuona davvero.
In questo senso, scrivere può diventare una pratica.
Non per esprimersi, ma per ascoltare meglio.
Non per essere originali, ma per essere fedeli a ciò che è.
A volte con chiarezza. A volte …in modo goffo.
